E’ uscito pazzo il Pedone.
Strana partita a scacchi. Non ci sono più le regole per
poter votare. La Regina si vede inibire il movimento obliquo dell’Alfiere e la
Torre rifiuta quello ortogonale. Il Re allunga il passo ed i Pedoni
sperimentano sorpresi il movimento
retrogrado. Il cavallo si vede restituito alla linearità del suo incedere privo
della sua celebre mossa sghimbescia. Un improvviso daltonismo, infine, annulla il cromatismo delle caselle e la
scacchiera, ormai sui toni del grigio uniforme, tende ad inclinarsi sino a
provocare lo scivolamento dei pezzi.
C’è chi sostiene che non è necessario il Governo per
scrivere le regole. Il Parlamento dovrebbe trovare le energie per approvare una
nuova legge elettorale. Si chiamano a raccolta i Pezzi per riscrivere le regole
e ricominciare la partita su una scacchiera sensibile alle esigenze della
Nazione.
Le regole le scrive solo chi ha la forza politica per sostenerle: la forza dei numeri.
I Pedoni continuano
ad andare avanti e indietro sghignazzando. Uno di loro, quello più all’estremità
dello schieramento, strizza l’occhio e
propone di autorizzare il salto con scavalcamento e piroetta.